Chantal Akerman

Chantal Akerman _je tu il elle
o della fenomenologia dell’esistenza

Regista di ricerca e indagine esistenziale con analitica femminista, è nata a Bruxelles nel 1950 da una famiglia di ebrei polacchi riparati in Belgio. Dopo aver frequentato la scuola ebraica e il liceo si iscrive all’INSAS (Istitut Nazional Supéerieur des Artes et Spectacle) che abbandona per una più autentica esigenza di ricerca e singolarità. Nel ’68 realizza il suo primo cortometraggio Saute, ma ville in cui, con toni comico-ironici, facendo esplodere il forno di casa, fa saltare in aria l’intera città.
Il suo primo lungometraggio Hotel Monterey  del 1972 si focalizza sulle vicissitudini dell’albergo della 94 Strada a New York, città dove risiede per qualche anno entrando in relazione con il cinema indipendente americano.
Tornata a Parigi, nel 1974 realizza un secondo lungometraggio, l’ autocoscienziale Je, tu, il, elle in cui la liminarità del senso dell’identità sessuale/umana e il taglio comunicativo diventano preminenti.
La percezionalità e la dilatazione temporale sono il fuoco centrale nel film che la consacra internazionalmente Jeanne Dielman, 23, Quai du Commerce 1080 Bruxelles del 1975, ritratto del quotidiano di vita di una casalinga, occasionalmente dedita alla prostituzione.
Lo stesso anno il Festival di Venezia ne sancisce il riconoscimento artistico dedicandole una personale.
Nel 1978 con Les rendez-vous d’Anna la sua fenomenologia esistenziale a partire da sè focalizza il suo rapporto con la madre, i legami con la cultura ebraica, la solidarietà tra donne.
Negli anni ’80 realizza Dis-moi (‘80), Toute une nuit (‘82) e il bel documentario sulla coreografa Pina Bausch Un jour Pina m’a demandé del 1983, poi a seguire J’ai faime, j’ai froid (1984), Golden Eighties (1986), Histoires d’Amerique (1988) Nuit et Jour (1991).
Nel 1993 presenta al fiorentino Festival dei Popoli il documentario D’Est.
Nel 1996 realizza il suo film a più alto budget Un divan à New York con Juliette Binoche e William Hurt sui temi delle identità e condizioni d’esistere.
Dopo una libera riduzione del romanzo di Proust La prisonnière in La Captive del 2000, con De l’autre côté del 2002, sull’emigrazione messicana clandestina, torna a riproporre il tema del confine, paradigmatico della sua cinematografia.
E poi i più recenti Demain, on déménage (2004) e Là-bas (2006).
Nel 2008 ha presieduto la giuria per la sezione “Orizzonti” della Mostra del Cinema di Venezia.

Assieme a Catherine Deneuve, Christophe Honoré, Jean-Pierre Limosin, Zina Modiano, Victoria Abril, Gaël Morel, Louis Garrel, Yann Gonzalez, Clotilde Hesme, Chiara Mastroianni, Agathe Berman e Paulo Branco ha promnosso la sottoscrizione della lettera aperta agli spettatori cittadini – Lettre ouverte aux spectateurs citoyens – pubblicata da Libération il 7 aprile 2009, contro la legge numero 669 del 12 giugno 2009, nota come “Loi Création et Internet” istitutiva della HADOPI (Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l’Internet)

Dal 1995, Chantal Akerman ha partecipato anche varie Esposizioni d’arte ed ha esposto in varie Gallerie le sue video installazioni: “Woman sitting after killer” alla Esposizione Internazionale d’arte di Venezia del 2001
“From the other side” alla Mostra di arte contemporanea internazionale Documenta del 2002
“To Walk Next to One’s Shoelaces in an Empty Fridge” (Marcher a cote des ses lacets dans un frigidaire vide) alla Marian Goodman Gallery di New York nel 2005.

 E’  docente di cinema alla European Graduate School di Saas-Fee in Svizzera.
Regie

1968 Saute ma ville
1971 L’enfant aimé ou je joue à être une femme mariée
1972 La chambre
1972 Hôtel Monterey
1973 Hanging Out Yonkers
1973 Le 15/8
1975 Jeanne Dielman, 23, quai du commerce, 1080 Bruxelles
1976 Je, tu, il, elle
1977 News from Home
1978 Les rendez-vous d’Anna
1979 Toute une nuit
1983 Un jour Pina m’a demandé
1983 L’homme à la valise
1983 Gli anni 80
1984 New York, New York bis
1984 Paris vu par… vingt ans après (episodio “J’ai faim, j’ai froid”)
1986 La paresse
1986 Le marteau
1986 Mallet-Stevens
1986 Letters Home
1986 Seven Women, Seven Sins (episodio “Portrait d’une Paresseuse”)
1986 Golden Eighties
1989 Les trois dernières sonates de Franz Schubert
1989 Trois strophes sur le nom de Sacher
1989 Histoires d’Amérique
1991 Contre l’oubli (episodio “Pour Febe Elisabeth Velasquez, El Salvador”)
1991 Nuit et jour
1993 D’Est
1996 Un divano a New York
1999 Sud
2000 La captive – la prigioniera
2002 De l’autre côté
2004 Demain on déménage
2006 Là-bas (2006)
2007 O Estado do Mundo (episodio “Tombée de nuit sur Shanghai”)
2008 Women from Antwerp in November
2009 La folie Almayer

circola

Circolo del Cinema a soggettività femminista, attivo dal 1996 da Cagliari al mondo

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