Algeria: oltre il silenzio, oltre il clamore. Incontro con Horria Saihi

Cagliari, Cineteatro S. Eulalia, marzo 1998. Incontro con Horria Saihi, giornalista e regista algerina impegnata a difesa della lotta delle donne algerine per la libertà individuale e la difesa della democrazia nel paese.
Se la presunzione dei politici tradizionalisti ( e dei patriarchi) è quella di poter esercitare il loro autoritarismo grazie al silenzio delle donne, quel che è certo è che questo silenzio è già stato rotto. E anche da questa parte del Mediterraneo si è sentito questo gridoGiuliana Sgrena

Yemma Zahra (mamma Zahra), 1995. Testimonianza di una madre a cui gli integristi hanno rapito e ucciso il figlio. Raccoglie l’intervista di una donna che ha partecipato a suo tempo alla guerra di liberazione, dando alla luce un bambino il giorno stesso dell’indipendenza. Trent’anni dopo il figlio è stato rapito dai terroristi islamici e ucciso. Yemma Zahra ha ripreso il fucile per fare da sentinella sul tetto la notte nel piccolo villaggio in cui abita. Premio della fondazione mondiale Donne nei media, New York v. originale in arabo

Tahia el Djazaia (Viva l’Algeria) del ’95. Sono dei racconti sulla storia. Documentario sulla resistenza popolare algerina alle distruzione dei centri giovanili, scuole e centri sociali ed alle stragi quotidiane. Produz. Tv algerina ,originale francese ed arabo

Algerie en femmes del ’96. Interviste a donne e professioniste impegnate nella difesa della propria persona e della libertà politica. Coprodotto dalla Camera dei Deputati, Format/Rai2 e dal CISA) v.i.

Horra! (Libera!) 1997. E’ la testimonianza di una donna, madre di otto figli che racconta di sé, rapita e sottoposta a violenza; è riuscita a fuggire, a sopravvivere ed a raccontare. Il materiale è di impatto emotivo molto forte. v. originale in arabo.
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Horria Saihi giornalista e regista, conseguito il PHD in Scienza dell’informazione, cinema e tv,  lavora dal 1986 alla televisione di Algeri. Condannata a morte dal movimento islamista non ha voluto abbandonare il paese, perché come molte altre donne ritiene irrinunciabile rimanere a casa propria per difendere i propri spazi di libertà e di vita, per sé e per le altre/gli altri, portando così all’attenzione del mondo il fatto che non ci può essere una vita politica, almeno decente, senza che sia riconosciuta l’opera di civiltà delle donne. Ha realizzato numerosi documentari e reportage, più volte premiati (nel 1995 Premio della Libertà a New York) dando voce alle donne, alle vittime del terrorismo e testimoniando la difesa della parola e dell’impegno di lotta contro l’islamismo. Tra questi:

Per ulteriori informazioni sul lavoro politico delle donne algerine, si può vedere:
Collectif 95 Maghreb Egalitè, Cento misure e disposizioni. Per una codificazione maghrebina egualitaria dello Statuto personale e del diritto di famiglia. Ediz. ital. Giardino dei Ciliegi, Cospe, Libreria delle donne di Firenze. Fi ’96
Traduzione italiana, curata dal francese da Francesca Moccagatta e Erika Bernacchi, degli emendamenti proposti al Codice di famiglia algerino del 1984 dalle donne del Collettivo Mghreb Egalitè

Khalida Messaoudi. Con gli occhi della parola. Democrazia e resistenza in Algeria. Edizioni Lavoro, Roma 98.
Raccoglie i discorsi politici tenuti in Italia in varie occasioni, tra il ’96 e il ’98, da Khalida Messaoudi, protagonista storica del movimento delle donne in Algeria, condannata a morte dagli integralisti islamici nel 1993. Vive da allora in semiclandestinità nel suo paese. Nel 1997 è stata eletta deputata nel Parlamento algerino.

 

circola

Circolo del Cinema a soggettività femminista, attivo dal 1996 da Cagliari al mondo

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