Liana Badr

 

Nata a Gerusalemme nel 1950 è cresciuta a Gerico in una famiglia molto legata alle proprie origini. Dopo l’invasione del ’67 è riparata insieme alla famiglia in Giordania, poi a Beirut dopo il settembre nero del ’70.
Ha interrotto gli studi presso l’università della Giordania e si è laureata in filosofia e psicologia all’Università di Beirut ma non è riuscita a concludere la sua specializzazione a causa della guerra civile in Libano. Dopo l’82 l’esodo l’ha portata a vivere a Damasco, Tunisi e Amman.
E’ tornata in Palestina nel 1994.
E’ impegnata sin da molto giovane in numerose associazioni di donne; da giornalista, ha lavorato per il settore cultura della rivista Al Hurriyya. Poeta e scrittrice, dal 1979 ha pubblicato molte raccolte tradotte anche in paesi europei: A compass for the Sunflower, racconti, novelle, cinque libri per bambine/i, una raccolta di poesie. Molto importante il suo lavoro di ricerca sulla poeta Fadwa Toquan The shadow of the spoken words – Dialogue with Fadwa Toquan.
Attualmente responsabile del Dipartimento Cinema e Audiovisivi del Ministero della Cultura Palestinese a Ramallah è stata redattrice del periodico Dafater Thaqafiyya.

E’ stata l’ urgenza di impegnarsi a difesa del suo popolo e per la libertà femminile che l’ha portata alla produzione di filmati e video documentari “il video arriva in modo più diretto e in tempi più rapidi di un libro” ci dice nell’incontro di Firenze, organizzato dal Laboratorio Immagine Donna nel XXIII Festival Internazionale di Cinema e Donne dell’autunno 2002.
Racconta con uno sguardo vibrante di densità lirica, grave ed emozionale, i temi che le stanno a cuore a partire da sé: la vita delle donnem imprigionate dal sessismo e dal machismo della guerra, il crimine della cieca guerra, il dramma dell’esodo palestinese.
Ritiene la creatività delle donne una risorsa preziosa: Creative Women Forum è il suo impegno di produzione.
Niente trucchi o effetti nelle sue narrazioni, né compiacimenti di violenza e martirio: narrazione vicina alle cose, la ragione del quotidiano consistere, illibertà e necessità tenute nel registro della pietas ne sono la sua forma radicale di denuncia e di lotta.

Filmografia:

Categorie: biofilmografie

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