MayaDerenMAIA DEREN Kiev 1917-New York 1961
She is the mother of us all”           Stan Brakhage

Eleanora Derenkovskij, nota Maya Deren, ebrea nata a Kiev nel ‘17 è morta a New York nel ‘61, dove si trasferì piccolissima al seguito del padre di professione psichiatra.
Allo Smith College dove studiava si innammorò dei poeti simbolisti francesi; da molto giovane si era avvicinata al mondo della danza in stretto rapporto con la danzatrice innovatrice afroamericana Katherine Dunhan; all’età di appena 23 anni, nel ’43, realizzò Meshes of the Afternoon, in cui recuperava alcuni motivi tipici dell’avanguardia europea (in particolare del cinema surrealista e del Cocteau di Sang d’un poéte) e iniziava il suo lavoro filmico di radicale sperimentazione dando così origine a quella che è stata definita la “seconda avanguardia americana”. L’elaborazione di una teoria di cinema sperimentale le permise di trasferire la sua sensibilità poetica nella nuova arte (con la traduzione delle parole in immagini): vedeva nel cinema una espressione capace di raccogliere ed amplificare la ricchezza della letteratura e della danza insieme, attraverso il suo proprio linguaggio dato dallo spazio/tempo/movimento nell’inquadratura. Nell’arco DI pochi anni produsse, insieme ad Alexander Hammid detto Sasha, operatore e suo primo marito, sei film completi oltre alcuni incompiuti, scrisse due libri e diffuse personalmente le sue idee. Organizzò alla Provincetown Playhouse di New York le prime proiezioni pubbliche di film sperimentali: nel 1954, allo scopo di garantire la possibilità di fare cinema indipendente creò la Creative Film Foundation che portò al New American Cinema (Stan Brakhage e Shirley Clarke ricevettero qui le prime sovvenzioni e vi trovarono i primi laboratori di idee).  Il suo secondo film, At Land, fu realizzato nel 1944, sempre in 16mm, sempre caratterizzato da un uso poetico delle immagini, legate tra loro secondo criteri simbolici e associativi. A seguire A Study in Choreography for Camera nel 1945 e Ritual in Transfigured Time nel 1946 con la partecipazione di Anaïs Nin e le performance dei danzatori Rita Christiani e Frank Westbrook. Importante fu l’incontro con il giovane musicista giapponeseTeji Itō nel ’52, con cui continua il suo lavoro e che musicherà diversi suoi film, tra cui Meshes of the Afternoon.
Interessata alle pratiche voodoo, si reca ad Haiti per conoscere meglio la danza rituale che la affascina sempre di più ed a cui volgerà la sua passione artistica. Muore nel ’61 ed il suo progetto Deren’s haitian film footage rimane incompiuto.

The Legend of Maya Deren è la biografia in tre volumi che Vévé A. Clark, Millicent Hodson e Catrina Neiman hanno curato per la Anthology Film Archives-Film Culture, New York, 1984.

 

  Maya Deren in At Land 1944


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