Germaine Dulac

(Amiens 1882, Paris 1942) “cinema puro” e “musica visiva”

Forse al di là di tutte le sue teorie, la scoperta più importante di Germaine Dulac fu che il cinema è sensazione fisica oltre che intellettuale e, come tale, piacere inenarrabile” Ester Carla De Miro 

Charlotte Elisabeth Germaine Saissets-Schneider, vale a dire Germaine Dulac, ha abitato l’arte sin dalla sua prima giovinezza: letteratura, teatro, poi fotografia e musica che hanno segnato fortemente il suo cinema.
Solo la musica può evocare quell’impressione che è anche del cinema – scriveva nel 1925 – e alla luce delle sensazioni che essa ci offre possiamo capire quelle che ci offrirà il cinema dell’avvenire. Neanche la musica ha frontiere precise. … Il film integrale che sogniamo di comporre è una sinfonia visiva fatta di immagini ritmate che solo la sensibilità di artista coordina e pone sullo schermo Schémas, n.1, dic. ’25
Dal 1909 ha collaborato come redattrice a “La Francaise” rivista di ispirazione femminista in cui curava una rubrica su donne celebri, teatro e cinema, oltre che al quotidiano femminista “La Fronde” di Marguerite Durand.
Nel 1914 l’amica ballerina Stacia de Napierkowska le propone di accompagnarla a Roma durante le riprese del film “Caligola”. Un anno dopo, nel 1915 fonda la sua casa di produzione, la Delia Film, in collaborazione con la poeta e romanziera Irene Hillel-Erlanger per le sceneggiature e con Pathé per la distribuzione. Con Louis Deluc, Marcel l’Herbier, Jean Epstein e Abel Gange forma il gruppo noto come “gli impressionisti”.
Appartengono a questo periodo: 
Les soeurs ennemies (1915), Ames de fous (1918), La Cigarette (1919), La Fête Espagnole (1920) e La souriante madame Beudet (1923) che le è valso il riconoscimento di grande talento ed è uno citato come uno dei migliori film del muto in Francia.
Gossette (1922) e Le diable en la ville (1924) segnano il suo ingresso nella produzione commerciale in cui riteneva di poter introdurre i segni formali dell’avanguardia ma dopo la Princesse Mandane (1929) abbandona l’idea che questo sia possibile.
Nel 1927 realizza il primo film surrealista 
La coquille et le clergyman su sceneggiatura di Antonin Artaud. Ripudiato da Artaud (perché avrebbe dovuto presentare i meccanismi del sogno ma senza essere un sogno!) e sconfessato dai surrealisti (che l’accusano di aver stravolto la sceneggiatura e di averla femminilizzata!), è in effetti il sogno di una donna, con bellissime immagini, un ritmo onirico e molti trucchi!
Invitation au voyage (1927), Disque 927 (1929), Theme et Variation (1930) sono tutte opere di cinema “puro” e “integrale”.
Dal ’30 in poi con l’avvento del sonoro le sue idee, come quelle di altre/i, non trovano più riscontro nella realtà del cinema-industria.
Nominata direttrice aggiunta alla Gaumont, dal ’30 al ’40 ne dirige il dipartimento di France- Actualités trasmissione settimanale in cui presenta gli eventi del mondo continuando ad affermarvi il senso acutissimo della sua estetica. La troviamo tra coloro che fondano la Cinémathèque Francaise intanto che tenta di raccogliere il materiale più interessante delle attualità Gaumont in un documentario dal titolo 
Le cinéma au service de l’Histoire“.
Muore nel 1942 nel silenzio, assistita e curata da Marie Anne Melleville, amica e aiutoregista dei suoi ultimi film che non riuscì a farla riconoscere come avrebbe voluto né a salvare tutti i suoi film dalla distruzione. (Essendo la sua “morte avvenuta sotto l’occupazione nazista, fu commemorata dalle persone che l’amavano solo nel ’45, dopo la liberazione).

 Si possono trovare info e notizie nei seguenti testi:

(a cura di) Roni Daopulo, Annabella Miscuglio. Kinomata. La donna nello schermo. Dedalo, Bari, ’80
Ester Carla de Miro. Germaine Dulac e il cinema integrale. In Cinemasessanta n. 142/’91
Laura Modini. L’occhio delle donne. Le registe 1896-1996. Ass. Lucrezia Marinelli, Mi ’95
Jean Mitry. Storia del cinema sperimentale. Mazzotta ‘71
Alain e Odette Virmaux. Les surréalistes et le cinema. Seghers, Paris,76

Filmografia 

1916 Les soeur ennemie
1917 Géo le mysterieux; Venus Victrix Dans l’ouragan de la vie
1918 Ames de fous; Les bonheur des autres

1919 La cigarette; La fete espagnole
1920 La malencontre
1921 La belle dame sans merci
1922 Gossette (6 episodi); la Mort du soleil; La Souriante madame Bedeut; Werther (incompiuto)
1924 Le diable dans la ville
1925 Ame d’artiste
1926 La follie des vaillants
1927 Antoinette Sabrier; L’invitation au voyage La coquille et le clergyman
1928 La corona della principessa; Germination d’un Haricot; Mon Paris
1929 Disque 927; Etude cinématographique sun un Arabesque; la Princesse Mandane
1930 Le 24 heures du Mans; Théme et variation
1932 Dans l’ouragan de la vie; Jaquelux; Le picador
1937 Le Cinema au service de l’histoire
1940 France-actualités Gaumont

 La coquille et le clergyman b/n, 1927/28

Lavoro di grande prestigio ma osteggiato dai surrealisti che lo contestarono rumorosamente nella serata di presentazione allo “Studio des Ursulines”. Soggetto di Antonin Artuad.

E’ un sogno. Non facilmente riassumibile in poche righe, il film è concepito per contrapposizione di immagini in una cadenza ammorbidita e sfumata da dissolvenze e trucchi che si compongono in una “sinfonia visiva” fuori da qualunque consequenzialità narrativa: il clergyman è palesemente preda di un’ossessione sessuale che lo porta ad inseguire per strada, in una chiesa, in una festa ed in altri luoghi fantastici, una donna dai bianchi capelli (anche simboleggiata da una conchiglia) che gli è regolarmente sottratta da un personaggio autoritario, a volte in veste di ufficiale pluridecorato, a volte in veste di alto prelato. Quando poi riesce ad avvicinarla è assalito dal terrore: cade in preda a crisi di pudore, le sfugge o addirittura tenta di strangolarla… ma poiché le fantasie non si uccidono ecco la diafana signora riapparire quando meno se lo aspetta in forme sempre diverse, fino a che il prelato non riesce a berne il liquido, forse sangue…

(Anais Nin nel suo diario racconta alcuni aspetti interessanti sulle relazioni in ambito artistico e psicoanalitico che sono state occasione alla nascita del film…)

Categorie: biofilmografie

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