Lorenza Mazzetti

Scrittrice e regista nata a Roma dove attualmente vive e gestisce il PuppettTheatre: teatro per bambini a Campo de’ Fiori.

Nel 1956 a Londra ha contribuito alla nascita del movimento del Free Cinema firmandone insieme a Lindsay Anderson, Tony Richardson e Karel Reitz il manifesto, scritto come documento di presentazione della prima rassegna promossa dal gruppo:

Gli autori dei film preferiscono chiamare il loro lavoro “free” piuttosto che “experimental“. Infatti non è autocontemplativo né esoterico. E la sua preoccupazione principale non è la tecnica.

Questi film sono liberi nel senso che le loro asserzioni sono del tutto personali. Anche se i loro umori e i loro soggetti sono diversi, ognuno è interessato a un qualche aspetto della vita, come è vissuta oggi, in questo paese. Un jazz club nell’area settentrionale di Londra, la strada principale della zona portuale dell’ East End; un parco di divertimenti in un luogo di villeggiatura della costa meridionale queste ambientazioni possono essere apparse già nel cinema britannico. Ma qui c’è lo sforzo di vederle e sentirle in una maniera nuova, con amore o con rabbia, ma mai freddamente, asetticamente, convenzionalmente. In realtà gli autori di questi film li pongono come una sfida all’ortodossia”.

Dal programma del National Film Theatre, Londra, 1956
in Emanuela Martini. Storia del Cinema Inglese: 1930-1990. Marsilio ed.’91

Indipendente, personale e poetico… il free cinema assunse rapidamente e volutamente il significato di un nuovo modo di fare film”

L. Anderson. Il free cinema vent’anni dopo.
in Alan Lovell, DavideFerrario: Free Cinema. Bergamo, Modena ’81

Together è il mediometraggio di Lorenza Mazzetti, allora studentessa italiana di Belle arti allo Slade di Londra, presentato nel programma che diede avvio al movimento del Free Cinema Inglese: dal 3 all’8 febbraio ’56 presso il National Film Theatre.
Il film seguiva due giovani sordomuti nelle strade povere nel quartiere del porto. Finanziato dal British Film Institut e montato con la collaborazione dello stesso Anderson, fu premiato al festival di Cannes dello stesso anno. Le storie del cinema convergono nel sottolinearne il valore e la peculiarità, anche nel confronto con le altre opere del movimento.

Tornata in Italia Lorenza Mazzetti ha collaborato con Cesare Zavattini con cui condivideva la teoria “del pedinamento” (secondo lo sguardo già utilizzato nella realizzazione di Togheter) ed ha partecipato alla realizzazione di alcuni episodi nei film collettivi Le italiane e l’amore (1961) e I Misteri di Roma (1962).

Nel ’62, a restituzione della sua storia d’infanzia, scrive in pochi mesi il romanzo autobiografico “Il cielo Cade” che vinse il premio Viareggio: raccontava la sua esperienza di bambina orfana accolta in una casa amata e messa di fronte all’insensato dell’orrore nazista/razzista.

Leggiamo nel risvolto di copertina, edizione Sellerio 2000

Dedico questo libro a mio zio Robert Einstein, cugino di Albert, a mia zia Nina Mazzetti Einstein, alle mie cugine Annamaria (Cicci) e Luce Einstein. Tutti dormono nel cimitero della Badiuzza sopra Firenze.
Sulla loro tomba c’è scritto “trucidate dai tedesci il 3 agosto 1944

Io e mia sorella che stavamo alla villa fin da piccole (perché la nostra mamma era morta) siamo state risparmiate dalle SS perché non ci chiamavamo Einstein ma Mazzetti. Così abbiamo diviso le gioie della vita e ricevuto il loro affetto per anni ma al momento della morte siamo state separate da loro. Questa vita mi è stata regalata solo perché ero di un’altra razza.
Tutti i sopravvissuti portano il peso di questo 
privilegio e il bisogno di testimoniare.
Questo libro vuole descrivere la gioia e l’allegria che quella famiglia mi ha dato nella mia infanzia, accogliendomi come 
uguale, mentre sono stata uguale a loro nella gioia e diversa al momento della morte.
Loro dormono lì sulla collina e io li ricordo. Se qualcuno passa di lì lasci un fiore

Penny e Baby – le due bambine dal cui punto di vista e con le cui parole è narrato l’ultimo tempo del fascismo, con la guerra vicina alla grande villa e l’irrompere brutale della persecuzione antisemita contro lo zio che le ha adottate (o meglio che loro hanno adottato come padre ), non hanno una spiegazione generale del mondo. Posseggono però una mitologia, ricca di una miriade di figure prese dal catechismo, dalla propaganda fascista a scuola, dai giochi con i contadini, dalla vita con gli zii e gli ospiti …

-> Il Cielo cade contiene un’idea da raccogliere ancora: che sia bandito dall’agire umano tutto quello che una bambina o un bambino non può spiegare entro la sua mitologia. Vale per la civile Toscana del ’45, e per i Balcani di turno, per l’ Afganistan, la Palestina e le strade sotto casa!

Il romanzo pubblicato in Europa, Usa, America Latina e persino in Giappone è stato appena pubblicato in Germania, e amorevolmente tradotto peraltro da Victoria von Schirach (nipote di Baldur von Schirach, creatore della Hitler Jugend e tra i più zelanti esecutori delle idee naziste).

Il cielo cade

Ispirato al romanzo è il film omonimo dei fratelli Frazzi, sceneggiato dalla grande Suso Cecchi d’Amico, che entusiasta del libro ebbe l’idea di adattarlo per lo schermo subito dopo la sua prima uscita, ma il progetto non è andato in porto che ora

Regia: Andrea e Antonio Frazzi.
Sceneggiatura
: Suso Cecchi d’Amico
Fotografia: Franco Di Giacomo
Scenografia: Mario Garbuglia
Musica: Luis Enriquez Bacalov
Interpreti: Isabella Rossellini (Katchen Einstein)
Elena Sofonova (Maya) Jeroen Krabbé (Wilhelm Einstein) Paul Brooke (Mr Pit)
Veronica Niccolai (Penny) Lara Campoli ( Baby)
Produzione: Silvia d’Amico Bendicò per Paris Film/Viva; Cinematografica; Istituto Luce; Rai.
Italia 2000. 102′ Distribuzione: Istituto Luce
Miglior Opera prima Globo d’Oro 2000 – Premio Giffoni 2000
Presentato al Festival di Berlino 2001

L’intera vicenda è raccontata attraverso lo sguardo di una bambina orfana, Penny, ospite con la sorella minore nella bella villa degli zii nella campagna Toscana, tra il ’43 e l’estate del ’44.

La sceneggiatura recupera del romanzo la poesia delle immagini ed il teatro degli affetti e della memoria; l’infanzia presaga e insieme ignara in cui il cielo cade trascinato giù dagli angeli del male: guerra e nazismo. Penny cerca di dare un senso agli eventi, a partire dalle sue fantasticherie sul Duce buono (come impara a scuola) e il diavolo cattivo, trovando occasione di gioco nelle circostanze anche le più gravi e dando forma al suo teatro umano.

Andrea e Antonio Frazzi, fratelli nati a Firenze nel 44 e laureati in Filosofia, esordiscono come registi teatrali nel ’72. Hanno realizzato numerosi documentari e dal 1975 hanno lavorato per la Rai/Tv, fino allo sceneggiato su Don Milani Il priore di Barbiana del ’97.

Il Cielo cade è il loro primo film per grande schermo

E’ bello ogni tanto ritrovarsi sulla strada maestra del neorealismo“, Tullio Kezic/Corriere 27-5-00

E’ un film dove si ride e ci si commuove, Il cielo cade, e già questo lo rende piuttosto raro nel panorama del cinema italiano. E’ la fiaba di una famiglia ritrovata che volge in disperazione proprio alla vigilia della liberazione. Una storia forte, crudelissima che nessuno scrittore avrebbe avuto il coraggio di inventare. Ed è infatti vera, vissuta e raccontata in uno straordinario libro di Lorenza Mazzetti, una sorta di Diario di Anna Franck italiano scritto con gli occhi di una bambina non ebrea e per questo sopravvissuta, ma con lo stesso peso morale dei reduci dei lager: dover testimoniare a futura memoria l’orrore dell’Olocausto. Monicelli avrebbe voluto farne un film tanti anni fa, oggi il progetto, firmato da Suso Cecchi D’Amico, è stato realizzato dai fratelli Frazzi, artigiani della miglior fiction tv al debutto sullo schermo. Un film giustamente ambizioso, rispetto al minimalismo di altri e alla voglia di dimenticare di quasi tutti, ed è un peccato che arrivi nelle sale tardi e male. Sorprende l’interpretazione di Isabella Rossellini in una parte di parte di madre, che forse sente più delle precedenti di donna fatale, colpisce ed emoziona la rassomiglianza e forse l’omaggio a sua madre, Ingrid Bergman. Non sorprende invece la bravura di Jeroen Krabbe, nella parte dell’orgoglioso e tragico zio Wilhem. I bambini protagonisti, scelti fra mille, hanno miracolosamente facce antiche di chi non ha visto nemmeno uno spot. La storia è vissuta attraverso i loro occhi, lo sguardo di un’innocenza violata, allora come oggi, nell’Italia del ’45 come nel Kosovo o nell’Eritrea del Duemila“,
Curzio Maltese http://www.cineforum.bz.it/pellicola/archivio/film/schede/cielo_cade

Filmografia

1954 K B/N 40′
1954 Metamorphosis
1956 Together B/N 60′
1961 L’educazione sessuale dei figli (episodio nel film collettivo Le italiane e l’amore organizzato da C. Zavattini dal libro di Gabriella Parca “Le italiane si confessano”)
1962 I misteri di Roma (episodio nel film collettivo omonimo organizzato da C. Zavattini )

Indicazioni bibliografiche

Giorgio Betti,” L’italiana che inventò il Free cinema inglese. Vita cinematografica di Lorenza Mazzetti”, Vicolo del Pavone, 2002

Sul free cinema e Lorenza Mazzetti

A cura di a cura di M. Pia Brancadori

Circolo del cinema Alice Guy

Ultimo aggiornamento: 6/6/04


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