Maria Piera Mossa

Laureata in Filosofia a Cagliari, a partire dai primi anni ‘70 è stata collaboratrice della Cineteca Sarda-Società Umanitaria ed animatrice di progetti e di studi di cultura audiovisiva con varie strutture di ricerca ed Università.
Dal ‘76 ha iniziato la sua attività di collaborazione con la RAI e dal ‘78 è programmista-regista presso la sede RAI della Sardegna.
Ha al suo attivo numerosissime realizzazioni e programmi televisivi e radiofonici e una intensa attività di promozione e progettazione culturale.

Ricordiamo solo alcuni tra i suoi lavori televisivi più noti:

Una fabbrica inventata su un paese reale: Bitti (da rete TV3 a Radio/Sardegna). 29-1-80. Filmato tv. 30’, per la rubrica quindicinale Città-Regione, sulla vita delle operaie tessili di Bitti che perdevano il loro posto di lavoro in seguito alla chiusura della fabbrica tessile, Bétatex. Cronistoria dell’insediamento industriale e della lotta sindacale a difesa del lavoro, affidata al racconto della comunità e delle stesse operaie.
Interessante la formula tv+radio utilizzata per l’occasione! Il programma andato in onda a Cagliari, non poteva essere visto in rete tv dalla comunità bittese dove non arrivava ancora la diffusione della rete3… è stato quindi visto e discusso nel salone parrocchiale in videoregistrazione mentre il dibattito che ne è scaturito nella comunità è stato registrato e mandato in onda alla radio. Si era sul volger della fine degli anni ‘70!

Visti da fuori 18 puntate di 30’ a partire dal 21-1-86, realizzate in collaborazione con Jacopo Onnis, su fatti e personaggi della Sardegna: ricerca tra archivi di immagini cinematografiche e televisive e raccolta di testimonianze attuali per ricostruire 9 profili di uomini della cultura e dell’arte del 900 sardo (Giuseppe Dessì, Salvatore Satta, Francesco Ciusa, Franco Pinna, Mario Sironi, Franco Solinas, Giuseppe Sotgiu, Antonio Pigliaru eMichelangelo Pira) e mettere a fuoco alcuni temi della cultura che si raccolgono intorno alla “sardità” vista da fuori… (dai sequestri, al calcio)

Grazia quasi Cosima. Una serie tutta per sè: 6 puntate di 30’ a partire dal 24-3-87 dedicate a Grazia Deledda, in collaborazione con Jacopo Onnis, in occasione dei 50 anni dalla uscita postuma del libro “autobiografico” dal titolo omonimo.
Ricostruzioni, interviste, testimonianze esistenziali e giudizi critico-letterari sulla vita, la personalità, le opere della Deledda. Pareri che della sua complessa figura, sono stati a volta a volta raccolti e rappresentati (con ammirazione, ambivalenze, stereotipi, punti di vista storico-critici) e che, per buona sorte, sono sempre riapribili!

Il 43 con S. Efisio. Film-documentario di ricostruzione storico-culturale. Betacam, 30’. 30-4-88

Dalla ricostruzione video di un filmato in b/n di circa 3’ girato dell’ingegnere Marino Cao la mattina del I maggio 1943 sul percorso delle processione del Santo con una cinepresa 8mm, al montaggio di interviste ai protagoni, il filo conduttore scelto dalla regista resta quello del racconto in prima persona. Sono le immagini della città bombardata nella luce della mattina e le testimonianze delle persone: “Volevo raccontare la storia minuta – dice la regista – non ufficiale, fatta di ricordi che possono anche essere sbagliati, di emozioni, di sentimenti” Non è stato semplice. … bisognava recuperare il filmato, poterlo leggere e ricostruirlo in un supporto utilizzabile. E “non è stato semplice entrare nella vita di queste persone nel modo giusto, farle emergere come sono ora, tirare fuori tutto in poche battute. Non è una cosa di un giorno o di una telefonata. Tutte queste persone parlano perchè c’è un’intensità di rapporto, una fiducia, una consuetudine che sono riuscita a costruire. Era l’unico modo per riuscire veramente a tirare fuori quelle testimonianze che restano” (Cristina Sanna Passino, La Nuova Sardegna, 5-5-89)

La Sardegna nella Storia. 18 puntate di 30’ a partire dal 28-11-92, su progetto dello storico Francesco Cesare Casula; regia di M. Piera Mossa, collaborazione di Angelo Porru. Fotografia di Ignazio Pani, scenografia Primo Pantoli, montaggio Luciano Era, sigle e computer grafica Giorgio e Massimo Podda, musica Tore Ximenez.

La storia della Sardegna dall’evo antico (periodo prenuragico) all’oggi: età prenuragica e nuragica, fenicia, romana e bizantina; i Giudicati e l’Arborea; la Sardegna aragonese e spagnola; dai Savoia allo Statuto speciale. L’intento è didattico e informativo. Le narrazioni dello storico F.C. Casula, cicerone che conduce attraverso i temi e i tempi del racconto scanditi dagli assetti del potere statale, sono contrappuntate da fumetti slang, da animazioni, da belle immagini di paesaggio o immagini- icone della cultura materiale sarda che costituiscono una parte non secondaria di questo imponente lavoro: i paesaggi antropizzati, le forme degli insediamenti e le chiese, gioielli e manufatti della cultura materiale non sono semplicemente una decorativa cornice al punto di vista storiografico qui presentato, ne costituiscono, a nostro avviso, un controcanto narrativo, raccontano senza dirlo a parole le storie dell’operosità delle genti nel tempo (delle donne e degli uomini) che fanno la storia.
Il lavoro è imponente. Ed è il primo grande lavoro televisivo sulla storia della Sardegna.
E per ironia della sorte, è stato anche l’ultimo grande lavoro della sede Rai-Sardegna, prima della chiusura della sua struttura produttiva


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