Orlando di Sally Potter
Regia e sceneggiatura: Sally Potter
Costumi: Sandy Powell
Scene: Ben Van Os, Jan Roelfs
Musica originale: David Motion, Sally Potter
Vocals: Sally Potter, Jimmy Somerville
Contributi: Fred Frith, Davis Bedford
Produzione: Adventure Pictures; British Screen
            35mm, col. UK 1992, 93'
Interpreti:Tilda Swinton (Orlando)
Quentin Crisp (Regina Elisabetta I)
Charlotte Valandrey (Principessa Sasha)
Lothaire Bluteau (Khan)
Billy Zane (Shelmerdine)
Jimmy Somerville ()Falsetto
John Wood (Arciduca Harry)
Heathcote Williams (Nick Greene)
Il film è tratto dal romanzo che Virginia Wolf hascritto per Vita Sackville-West  e che narra la vita di un uomo che divenne donna lungo l'arco di 400 anni dal titolo originale Orlando. A Biography

 

Siamo alla fine del ‘500, durante il regno della regina Elisabetta, in uno dei più bei castelli d’Inghilterra, Knole, (la casa di Vita/Orlando); conosciamo Orlando a 16 anni quando, splendente di giovinezza nella dimora avita, è un poeta inquieto e curioso “…un milione di candele ardevano in Orlando, senza che egli si desse pensiero di accenderne neppure una sola. Era agile come un cervo senza bisogno di pensare alle sue gambe. Parlava con voce che la natura gli aveva dato ed ecco che faceva risuonare un gong d’argento…”
Persino l’anziana Elisabetta ne rimase affascinata tanto da chiamarlo presso di sé a corte e conferirgli l’ordine della Giarrettiera. Poi nell’anno del grande gelo, 1608, Orlando si innamora di una bellissima principessa russa, Sasha, in visita a corte, che danza sul ghiaccio con piglio speciale; non esita a rinunciare al casato e alla sposa promessa per fuggire con lei. Ma appena il Tamigi ghiacciato tornerà a fluire lei se ne va. Orlando resterà per lungo tempo legato al ricordo della ragazza: il crollo è il crollo del suo stesso mondo…cade nel sonno per una settimana… poi, sempre nel tentativo di dimenticarla, siamo nel XVIII sec.si fa mandare a Costantinopoli come ambasciatore di sua maestà carlo; qui assiste allo scoppio di una sommossa, senza riuscire a riconoscersi nel ruolo militare e virile della guerra … caduto ancora in un sonno lungo sette giorni…si risveglia donna. Dopo aver vissuto per qualche tempo come capraia con una tribù di nomadi con cui impara molto, Lady Orlando decide di tornare in Inghilterra “ma presto Orlando doveva imparare a sue spese quanto poco possano i tempestosi palpiti dell’entusiasmo contro le ferree costrizioni della legge e come questa sia più ferrea delle pietre del ponte di Londra e più severa parli la sua bocca che non quella di un cannone…e ancora …non era passato molto tempo e in Orlando l’uso delle vesti femminili aveva modificato persino i tratti del viso…Per quanto sembrino cose di secondaria importanza, la missione degli abiti non è soltanto quella di tenerci caldo. Essi cambiano l’aspetto del mondo ai nostri occhi e cambiano noi agli occhi del mondo…Così si potrebbe sostenere che sono gli abiti che portano noi e non noi che portiamo gli abiti…” A Londra Orlando frequenta i salotti dei più famosi intellettuali e poeti che alternano ad un illuminismo noioso e astratto una misoginia imbarazzante. Nel XIX sec, quale giovane signora avvenente del suo tempo, Lady Orlando si confronta con la costrizione del matrimonio, con i compiti che la società di aspetta da una donna dabbene, con la negazione di identità patrimoniale propria garantita solo da un’erede maschio. L’incontro con Shelmerdine le porterà infine l’amore e la pattuizione della libertà. Nel finale del film, comunque, qualcosa cambia rispetto al libro…comunque dopo quasi 400 anni Orlando è ancora una giovane donna che non dimostra più di 36 anni.
IL film è diviso in sequenze: MORTE, AMORE, POESIA, POLITICA, SESSO, NASCITA. Che il racconto inizi con morte e finisca con nascita ci suggerisce uno sguardo retrovolto, che struttura e storicizza il racconto e lo apre al divenire.
La visione di Sally Potter si mostra “in posizione”
ORLANDO E’ FINITO!!! – scriveva Virginia a Vita nella Lettera del 20 marzo 1928non hai sentito una specie di strappo. come se ti si spezzasse il collo sabato scorso all’una meno cinque? In quell’istante è morto, o meglio, ha smesso di parlare”
La storia di Orlando si arresta il giorno in cui Virginia Woolf metteva fine alla scrittura. Sally Potter la riprende e la riapre alla fine del film: attraverso la sua Video8 una bambina guarda. Nell’ultima sequenza la casa avita ospita un museo, nella pinacoteca c’è il ritratto di Orlando di fronte a cui la donna in compagnia della bambina riguardano e si guardano.

 

 


 

 

 

 

 

 


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