Isabella Sandri

 

 

Regista italiana, nata a Rovigo nel 57, ha studiato belle arti al DAMS di Bologna, ha frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma dove si è diplomata nell’85 ed ha partecipato al centro di formazione e produzione Ipotesi Cinema diretto da Ermanno Olmi a Bassano.

A partire dal 1984 ha realizzato una serie di cortometraggi: Paesaggio domestico (1984) Anita (1985), La vestaglia Rosa (1988) corto di finzione prodotto da Ipotesi Cinema per RAI1, invitato e segnalato in numerosi festival; nell’89 compartecipa al film collettivo  Lavori in corso  e con Giuseppe Gaudino nel ’90 realizza Calcinacci, premiato al Festival Cinema Giovani di Torino.

Segnaliamo una bella galleria di ritratti per la Rai: Diario in poesia (‘87) sulla poeta Antonia Pozzi, La divina Claudia (‘87) sulla cantante lirica Claudia Muzio, Elvira Notari pioniera del cinema napoletano (‘89), Ricordo di Virginia (‘91) su Virginia Woolf, For the last time (‘95) su musica degli Epsilon Indi, Fiori e bambini (‘97) su M.me Carr, Mal di Rabbia (97) sul rapporto tra alcune giovani nomadi, la direttrice e le custodi del Beccaria di Milano.

Nel 1995 esce Il mondo alla rovescia, suo primo lungometraggio, presentato e segnalato in vari festival: sguardo sull’universo della provincia padana, tra tentativi di identità e raggelate impotenze, estraneità e scambi umani, che sopravvivono anche solo in una consegna di senso e di valore lasciata da una vecchia nonna “pazza” ad una giovane ragazza in ricerca. Il film è distribuito dall’Istituto Luce.

Nel ’97 realizza il documentario Gli Spiriti delle mille colline. Video, B/N sulla tragedia del Rwanda.
Isabella Sandri raggiunge il Rwanda e visita i campi profughi nella zona di Gisenyi, al confine con lo Zaire, quindi la capitale Kigali, da tre anni in mano al governo provvisorio dell’Rpf. Qui raccoglie le testimonianze delle donne hutu e tutzi scampate agli eccidi: la videocamera registra il dolore di due genocidi che queste donne forse solo con gli sguardi possono davvero raccontare:  sono storie di orrore, a cui è meglio non abituarsi, anche se la stagione delle pioggie scioglie nel terreno le tracce dei ripetuti omicidi. Ancora adesso, qui, ogni mese, vengono ammazzate più di 500 persone, che a loro volta vanno a nutrire come un fiume ininterrotto di morti il paese delle mille colline.
Un crescendo di propaganda governativa atta a fomentare la diffidenza e l’odio tra le etnie si era concretizzata nella formazione di milizie di fanatici. Così quando l’emittente estremista Radio Mille Colline attribuisce la responsabilità della morte del presidente all’Rpf e ai Tutzi residenti in Rwanda, invitando ad eliminare gli “inyenzi” (gli scarafaggi, come vengono chiamati i Tutzi) e gli Hutu moderati favorevoli al dibattito interetnico e al processo di democratizzazione, il meccanismo messo bene a punto, si avvia: in tre mesi muoiono un milione di persone, uomini, donne, bambini, vecchi, sia tutzi che hutu, mentre l’Onu temporeggia e le potenze occidentali (Francia, Stati Uniti, Belgio) riflettono su come meglio salvaguardare le rispettive zone d’infuenza.

I racconti sono alternati da inserti dei luoghi, “deve tornare nella casa là dove il giorno prima ha ucciso. Torna perché ha fame, per cercare qualcosa da mangiare e l’assassino piange, piange perché c’è la guerra, piange perché sa che ora in fondo è più morto lui di loro. La radio delle Mille colline gli ha detto: se non li uccidi saranno loro che uccideranno te, gli scarafaggi Tutzi vogliono tornare al potere così come è sempre stato e ridurti di nuovo in schiavitù. Ma io ho fame, e poi avrei bisogno di dormire, anch’io sono un essere umano. Aprile 1994, dichiarazione di Thadee, un Hutu di 11 anni.

Isabella Sandri è andata lì dove nel novembre ’96 erano transitati 600.000 Hutu nel giro di tre giorni. Vi è rimasta circa un mese, per raccontare la storia delle donne ruandesi. Racconta: “…ora c’è il controesodo degli Hutu, ma sono pieni di paura perché la dittatura Tutzi è feroce. 150.000 Hutu sono in carcere in attesa di processi sommari…” “Ero io stessa che giravo, ero solo accompagnata da un ragazzo Hutu per tradurre dal Kinyarwanda all’inglese e volevo realizzare qualcosa che fosse soprattutto molto lontano dall’inchiesta tradizionalmente intesa. Lasciavo accesa la telecamera alla fine delle interviste, un lusso che puoi permetterti solo col video, e ho montato gli sguardi di queste donne: con gli occhi si dicono cose molto più vicine alla verità …”

Il film è stato presentato a Venezia ’97 nella sezione Settimana della critica. Dalla nostra associazione presentato a Cagliari, nello stesso anno, nella rassegna Documentare: la Storia, le storie, al Cineteatro Alkestis.

Gli spiriti delle mille colline si può richiedere a Gaudri film di Isabella Sandri, via dei Gonzaga 56, 00163 Roma tel. 06/6663899Paesaggio domestico (1983)

FILMOGRAFIA

Anita (1985)
La vestaglia rosa (1987)
Diario in poesia (1988)
La divina Claudia (1988)
Elvira Notari, pioniera del cinema napoletano (1989)
Ricordo di Virginia (1989)
Italia ’90 – Lavori in corso (film collettivo, 1990)
Calcinacci (co-regia con Giuseppe M. Gaudino, 1990)
Il mondo alla rovescia (1995)
Gli spiriti delle mille colline (1997)
La casa dei limoni (co-regia con Giuseppe M. Gaudino, 1999)
Animali che attraversano la strada (2000)
I quaderni di Luisa (2001)
La zattera di sabbia (2003)
Scalo a Baku (co-regia con Giuseppe M. Gaudino 2003)
Maquilas (co-regia con Giuseppe M. Gaudino, 2004)
Storie d’armi e di piccoli eroi (co-regia con Giuseppe M. Gaudino, 2008)
Per questi stretti morire (Cartografia di una passione) (co-regia con Giuseppe M. Gaudino, 2010)
Un confine incerto (2019)

 


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